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Visita all’Instituto Geologico y Minero de Madrid

 

Mercoledì 29 novembre 2017 la classe 3A Scuola Media accompagnata dalle docenti Sgroia, di lettere, e Morelli, di tecnologia, è andata all’Instituto Geológico y Minero de Madrid. Nel Museo la classe ha visitato una mostra dove si spiegava la formazione degli idrocarburi e i processi che questi subiscono per arrivare al prodotto finale. In primo luogo, la guida ha spiegato come si creano gli idrocarburi che derivano dall´accumulo degli organismi nel sottosuolo marino. Questi sono depositati in rocce porose chiamate rocce magazzino, che sono coperte dalle rocce impermeabili denominate rocce “timbro”. Gli alunni hanno così capito che il petrolio non si trova in grandi depositi sotterranei, ma nelle piccole porosità delle rocce. La guida ha spiegato che esistono diversi tipi di trappole petrolifere: anticlinale, diapiro e faglia. Se la trappola non è ben coperta dalla roccia “timbro” l´idrocarburo sale alla superficie ed evapora. Per poter individuare una trappola petrolifera si svolgono moltissimi studi. Se questi danno esito positivo, si passa agli scavi veri e propri, attraverso una torre di trivellazione. Il petrolio estratto viene portato dalla piattaforma alla raffineria attraverso gli oleodotti, grandi tubi dove il greggio si mantiene in continuo movimento. Nelle raffinerie il greggio viene depurato e trasformato nei vari prodotti finali. Dopo questo discorso, la guida ha spiegato che tutte le piattaforme devono avere un permesso di sfruttamento, ivi comprese quelle che si trovano in Spagna. Non sono mai capitati incidenti in nessuna centrale petrolifera in questo paese. Le più importanti raffinerie si trovano in Catalogna, nel Mar Mediterraneo, e si chiamano Casablanca, Boquerón, Montanazo e Rodaballo. Le ultime tre piattaforme sono più piccole di Casablanca. In Andalucía ci sono una lunga linea di piattaforme denominate “Pitufos”. Nell’Oceano Atlantico ce n’è una chiamata Poseidón. L’ultimo tema trattato è stato quello dell’importazione del petrolio e il gas naturale da parte della Spagna. Il maggiore fornitore di petrolio è la Nigeria (17%), dopo di questa c’è il Messico (14%), l ‘Arabia Saudita (11%) e l’Angola (9%). La Spagna importa la maggior parte del gas naturale dall’Algeria (60%), dalla Nigeria (12%), dal Qatar e dalla Norvegia (entrambe con 9%). Da questi dati si può intuire che le quantità di gas naturale e petrolio importate da altri paesi è superiore a quella prodotta dalla Spagna. Finita la spiegazione dell’esposizione sugli idrocarburi, siccome avevamo ancora un po’ di tempo, la guida ha permesso ai ragazzi di entrare nella grande mostra permanente di minerali del Museo. Grazie a questa esperienza i ragazzi hanno migliorato le proprie conoscenze sugli idrocarburi e capito l’importanza delle leggi che proteggono l’ambiente rispetto alle centrali petrolifere.